martedì 3 giugno 2008

la moda secondo Gadamer

Chi ha letto “Verita e metodo” (1960) oppure ha sentito il termine Ermeneutica, ha come minimo una vaga idea di ciò che vado ad affrontare. Ma spero di rendere chiari i concetti anche a coloro che Gadamer non lo hanno mai letto. Mi è venuta l’idea di applicare il circolo ermeneutico, che l’autore applica ai libri di testo, alla moda e al suo mondo che può essere visto come un circolo dove però si interpreta anche il soggetto. Così come il lettore domanda senso al testo, gli chiede cosa significa questo e quello, si pone domande a cui il testo risponde, lo stesso fa chi indossa un abito il mattino o meglio lo acquista, chiede all’abito di interpretare uno stile, di rispondere ad una domanda di conferimento di senso: io chiedo all’abito di supplire una determinata funzione. Essere pratico o elegante, adatto a quella o questa circostanza. Ma chiedo ad esso anche un senso: gli chiedo di interpretare il mio stile. L’abito risponde a questa esigenza. La sua risposta non è direttamente soddisfazione di una domanda di senso ma lo è indirettamente perché fornisce senso a me che lo indosso, mi interpreta e io mi sento interpretato da esso. La differenza fra il testo interpretato dal lettore secondo Gadamer e l’abito interpretato da me è che il vero senso viene ricevuto da chi indossa l’abito e non tanto dall’abito stesso che rimane un oggetto, un mezzo; esso parla attraverso la persona che lo indossa, ne rivela uno stile, un carattere, una personalità peculiare. Quindi il vero interpretato è il cliente. La persona che acquista un abito perché esso gli regala uno stile, conferisce senso alla sua ricerca di stile, alla sua domanda: che stile indosso? Che stile rappresento? E lo riferisce anche a chi guarda. Allora la domanda è rivolta a chi guarda colui che indossa l’abito e la la domanda dell’osservatore è: ma chi sei? e l’abito insieme all’uomo risponde e il circolo si chiude. L’abito acquista senso grazie a chi lo indossa e a chi osserva colui che indossa. Diventa un quadrato costruito da abito, indossatore, osservatore, domanda-risposta che si rivolge in tutte le direzioni.



è come se ci fossero due livelli di interrogazione: quello centrale che va dalla domanda alla risposta, fornita dall’abito all’osservatore grazie all’indossatore e il secondo livello sotteso ma altrettanto importante che va dall’osservatore all’abito all’indossatore, che si interroga su di sé, e si fornisce una risposta, grazie all’abito, alla domanda: quale è il mio stile? Infine egli regala la propria risposta a chi osserva.

2 commenti:

Mister_NixOS ha detto...

Desaparesida?

Anonimo ha detto...

no. ora arrivo
Buon autunno
Modalogia