venerdì 1 gennaio 2016

Irrational man

sono qui oggi solo per consigliarvi un film di Woody Allen:'Irrational man'. Metti un bell'uomo, che insegna filosofia all'università ed è depresso e fissato con la teoria del caso e con il calcolo della probabilità; mettici anche due donne, tanto per rendere il tutto più pepato e condiscilo con qualche spiegazione filosofica esistenziale che fa sempre il suo effetto ed hai una ricetta per il successo Alleniano. Così vedi un bel film, ma la cosa interessante è che diventa un utile strumento didattico per dirci che il caso è imprevedibile e per quanto tu sia bravo a calcolare, l' imprevedibile è tale perché ti frega, lasciando sempre un margine di incalcolabilita' che fa la differenza fra un'azione di successo e un fallimento. Il film fornisce anche un'altra lezione però: non agire è già di per sè un fallimento, in quanto è come rinunciare alla vita che ti passa sopra ma diventa vuota. Una lezione di filosofia che apre a tante immagini esistenziali che ti possono coinvolgere e soprattutto far comprendere che la filosofia è una prospettiva sulla vita e non è lontana da essa.

http://www.mymovies.it/film/2015/irrationalman/

lunedì 24 dicembre 2012

Copia



Negli ultimi tempi la moda non crea più. Non creando, la moda rimane copia dell'arte, lontano dal bello.

lunedì 5 novembre 2012

Sotto il vestito tutto, poesia fra il serio e il faceto

La gonna della donna
non è una gogna;
arricchisce alla bisogna.
Snellisce e insegna
giochi magici e allegri,
sotterfugi e inganni.
Non toglie ma dona
fascino alla dama.

mercoledì 13 giugno 2012

Moda, passione triste?


Mi giunge alla mente una nuova riflessione che vorrei sviluppare con voi, cari lettori. La moda è una passione? Sicuramente, in quanto lavoro creativo, arte e sogno come scrivo nel mio libro. Ma, leggendo il testo di M. Benasayag "L'epoca delle passioni tristi", mi è venuto in mente se fra queste possiamo far rientrare il sogno moda.  Come ogni passione essa ci soddisfa, ci influenza, ci gestisce. Sta a noi attribuirle il giusto ruolo, essere consapevoli del suo valore ma anche della sua caducità. E fin qui...niente di nuovo. Perché triste? Perché caduca, perché insoddisfacente: la moda ci veste e ci traveste, ci fa sognare ma non si concretizza in alcunché, almeno per il fruitore di moda. Lascia il piacere del godimento al piacere in sé senza andare oltre, anzi riempiendo lo spazio vuoto dell'armadio e creando disordine. Non parlo della moda in quanto lavoro, se lo è, è dignitoso come tutti. Né in quanto arte, come tale è espressione del vero, del vero sociale. No, parlo della moda in sé, quella di cui godiamo tutti. E' una passione triste perché ci ha illuso che poteva essere per sempre, che i luccichii degli anni '80 di cui era l'emblema e la bandiera potessero durare per sempre e invece non è così. Anche la moda come tutte le passioni ha il suo tempo.

giovedì 24 novembre 2011

Sense cam, i miei sensi sono miei!



Sense cam, i miei sensi sono miei!

L’estetica e l’etica di un semplice apparecchio rivoluzionario.

Immaginate di essere sempre loggati attraverso una video camera (sense cam)che registra ogni movimento o alterazione di luce, calore sia interni che esterni: Se mi muovo , sbadiglio, digerisco, tossisco o il mio vicino mi manda un bacio la mia sense cam lo registra. Cosa potrei farne? Potrei usarla per registrare in sequenza le oscillazioni della seta durate una sfilata, valutare la trasparenza del tessuto, i riflessi della luce, i giochi d’ ombra del corpo della modella. Ma potrei anche sapere se lei ha sparlato di me durante la camminata, facendo una battuta sotto voce oppure se ha fatto una smorfia mente le dicevo di cambiare abito e se non le è piaciuta la recensione che ho scritto su di lei mentre gliela leggevo e non potevo guardarla. C’era la mia cam: il mio registratore di movimenti e sensazioni e alterazioni vocali e di luce e sempre e comunque. Va bene? È lecito? Dipende dall’uso che se ne fa. Se la uso per la seta ok, per spiare la modella no. Esistono aggeggi di tal sorta. Le indossano i cervelli della computer science e si dicono soddisfatti. Per gli scienziati i progressi scientifici sono quasi sempre soddisfacenti. Ma la portata etica di un tale apparecchio? La registrazione di tutto, proprio tutto, anche quello che non vorresti vedere o sentire ti fa piacere? Tu lo tieni per te? O magari ti viene la tentazione di usarlo a tuo vantaggio, danneggiando la privacy altrui? Le tentazioni sono forti, le azioni sono facili e veloci e le conseguenze sono inevitabili. Siamo partiti dalla sfera estetica, siamo sforati nella sfera etica. La precisione dell’apparecchio sfocia nella imprevedibilità dell’uso, tutto affidato per ora al buon senso dei pochi che lo possiedono. Per ora!

Ogni cosa che ha a che fare con il reale diviene etica. perché implica l’agire e il rapporto con l’altro. Tocca la libertà, tocca l’interesse, tocca il lecito. Facciamo attenzione a tutto ciò che è nuovo , anche se meraviglioso; va valutato e non sottovalutato.

mercoledì 16 novembre 2011

Il costume

Il costume rappresenta un popolo, la cultura, la sua educazione ma anche il suo marcio. Noi giriamo con abiti griffati che spesso sono comperati negli outlet e quindi sono di seconda mano. Ma, fino qui niente di male: pensiamo a dove sono fatti, a come vengono prodotti o da chi sono venduti. Sto cercando il brutto nella moda. Cercare il brutto in qualcosa che appare costantemente bello è molto difficile. Mi sono resa conto che gli devo conferire una connotazione etica e non solo meramente estetica, allora è più facile. trovare il brutto a livello estetico diventa difficile, è soggettivo. Anche il bello mi direte voi. Sicuramente, ma le mie ricerche si spingono a trovare connotazioni universali o che valgono perlopiù. Ci proverò.
Per tornare al titolo: abbiamo un costume noi oggi? Il made in italy è il nostro costume e dobbiamo riscoprirlo per la congiuntura negativa che caratterizza il nostro tempo e perchè ben fatto, essenzialmente per questo. Inoltre è molto creativo ed innovativo.