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giovedì 5 luglio 2007

Vi presento

questo Blog.
Ho sentito l'esigenza di creare un altro blog.
Gli altri li trovate nei link.
L'idea è offrire un lavoro interattivo per tutti coloro, studenti e non, che pensano che la filosofia non sia solo una materia nozionistica ma sia qualcosa di diverso e insegni soprattutto a vedere la realtà attraverso molteplici prospettive e magari ad esprimere su di essa un qualche giudizio, proporzionato ai propri ragionamenti.
Ci saranno pagine dedicate alla didattica specifica, altre più libere ma sempre inerenti a temi che richiedono argomenti razionali per essere sostenuti.
L'intento è riuscire a far comprendere al lettore che la filosofia non è solo contenuto ma è anche e soprattutto ragionamento su di esso.

mercoledì 4 luglio 2007

Breve saggio su l'anoressia

Breve saggio su l’anoressia
Oltre il limite
Da tema psicologico a tema ontologico
Introduzione
L’anoressia fino a qualche tempo fa era considerata una malattia dell’area psichica e quindi la disciplina che si occupava di essa era la psicologia. Siamo agli anni ottanta. Da fenomeno psichico essa diviene nel corso degli anni novanta fenomeno sociale con un culmine nell’attenzione negli anni 2000 a causa di un modello imperante nella moda: La ragazza grissino, sponsorizzato da tutti gli stilisti sulle passerelle. In lieve controtendenza negli ultimi tempi rimane un problema personale e sociale, quindi sento la necessità di affrontarlo ontologicamente ossia nel suo essere essenziale.
Ma che cos’è l’anoressia?
Si presenta come un’eccessiva magrezza che è l’elemento primo e il più evidente ma non si riduce ad esso. Ricordo ancora quest’estate al mare una ragazza, che se fosse stata normale sarebbe stata graziosa. Camminava per la spiaggia come uno scheletro ambulante e bamboleggiandosi come se fosse stata bellissima; in realtà era oscena, nel senso di scandalosa per l’eccessiva esiguità della sua presenza: ossa e pelle che si muovono dentro un bikini racchiudente un seno rasato e due anche ossute e delle rotule ambulanti. Impressionante. Eppure dava l’impressione di ritenersi bella. L’ossessione per la bellezza è sicuramente una delle componenti dell’anoressia che in questo breve saggio verranno considerate. Poteva essere un atteggiamento ostentato ma poteva anche rappresentare l’estrema soddisfazione per aver raggiunto, nella psiche deviata, un risultato apprezzabile: esser sufficientemente magre e non provare nemmeno più il desiderio di nutrirsi di alcunché. Anoressia dunque come privazione del grasso, del cibo, del bisogno fisico di mangiare. Tale privazione nasconde però una frustrazione ben più profonda che è il bisogno di considerazione e di affetto. Basta anche semplicemente il primo per indurre qualcuno a divenire anoressico.
Allora l’anoressia è un male psichico che si riversa sul fisico. Si cerca il perfetto, non lo si trova fuori di sé e allora lo si riversa su di sé. L’anoressico è sempre qualcuno che ha manie di perfezione. Vuole il meglio per se e siccome la vita spesso non lo accontenta lo proietta su di sé, perfezionando il proprio corpo, cercando di raggiungere un ideale di perfezione che si traduce nell’esercizio del dimagrimento cronico. La situazione sfugge al controllo e il corpo induce la mente a non nutrirsi perché non ne manifesta più il bisogno e l’anoressico è leggero. Nel momento del confronto con se davanti allo specchio si vede peggiorare esteriormente (troppo magro) ma erra nel pensare che dimagrendo ancora di più la situazione migliori e la bellezza, magari prima posseduta o cercata, all’improvviso appaia. Ecco il desiderio di perfezione frustrato che mantiene l’anoressico in uno stato di dipendenza totale dal proprio corpo dimagrito.
Questo saggio ha lo scopo di trovare le cause, la natura e gli scopi dell’anoressia dal punto di vista della filosofia. Si intrufolerà anche nelle discipline sorelle: psicologia e sociologia ma solo per introdurre il fenomeno e tener conto di quelle componenti che ne arricchiscono il senso e ne spiegano l’origine e gli scopi.
Cristina Finazzi